In molte zone è stato cancellato l’esame unificato di fine semestre per le classi non dell’anno di diploma, riaccendendo il dibattito tra i genitori su riduzione del carico e equità.
Amore, hai visto le notizie? In molti posti hanno cancellato l’esame unificato di fine semestre per le classi che non sono all’ultimo anno.
Sì, l’ho visto. È una direzione che il Ministero dell’Istruzione aveva già fissato: soprattutto per ridurre la pressione sui ragazzi.
Dal punto di vista di un’insegnante, in realtà lo sostengo. Prima, per l’esame unificato, l’insegnamento finiva facilmente per diventare solo esercizi su esercizi.
Però alcuni genitori temono che, senza un esame uniforme, non si sappia a che livello sia il proprio figlio nella zona.
È una preoccupazione comprensibile, ma alle elementari e alle medie non bisognerebbe “correre dietro alle classifiche” così presto; contano di più interessi e abitudini.
Il senso della politica è far tornare gli esami alla funzione di diagnosi, invece di trattarli come una “sentenza”.
Inoltre si sta rafforzando la capacità delle scuole di preparare le prove e c’è anche un monitoraggio della qualità: non è che si lasci tutto senza controllo.
In definitiva, è un passaggio dal “guardare solo i voti” al “guardare la persona”. La direzione è giusta; la chiave è attuarla bene.
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